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  Sommari di tutti i numeri di Braci
- Elenco dei sommari
Braci n. 1, 25 novembre 1980
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Braci n. 2, 16 febbraio 1981
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Copertina e sommario 
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Canzone d'estate 
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Inverno 
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Il genio d'un luogo adesso è spettro
Braci n. 3, settembre 1981
- Copertina (di Mauro Biuzzi) e sommario 
Braci n. 4, 10 dicembre 1981
- Copertina (di Beppe Salvia) e sommario
- Inverno dello scrivere nemico
-   In merito al lavoro di E. Cecchi sui romantici inglesi
Braci n. 5, maggio 1982
- Copertina (di Giuseppe Salvatori) e sommario
-        Manifesto (di Mauro Biuzzi e Giuseppe Salvatori, dedicato alla memoria di Vincenzo Agnetti) 
Braci n. 6, ottobre 1982
- Copertina e sommario 
- Appunti 1982 
Braci n. 7, marzo 1983
- Copertina e sommario 
Braci n. 0, gennaio-marzo 1984 
- Copertina e sommario
- Ultimi versi
- Cuore
 
 
Testi e poesie di Beppe Salvia pubblicati nella rivista Braci.
 

Appunti 1982



- domenica di cronaca.

Quello che si è definito postmoderno è un pensiero utile al mondo. E l'arte di transavanguardia un'utile forma dell'utile. Lo sguardo dopo questi due ordini nuovi si fa netto, il piede poggia su un fango limpido luminoso e denso su cui non resta traccia e che non s'apprende alle scarpe.
In questa micidiale ebollizione, così ha scritto un architetto in un giornale di design, il selvaggio e il moderno il vero e il falso l'alto e il basso si vuotano e si empiono. Nel mentre il segno geroglifico che assimila intero l'alfabeto gira su sé alla ricerca di una nuova gerarchia, d'un novello ordine dei simboli.
(Pare la borgesiana parodia della Voce che descriva sopra gli spezzoni dei film in presentazione la loro futura composizione in due ore imminenti di passatempo totale. - cfr. Storia universale dell'infamia. )
La gran pattumiera inghiotte finalmente tutto. Finalmente, così come i biologi hanno scoperto l'essere protozoico capace di degradare il polimero plastico, la scoria eterna, anche l'umana coscienza ha prodotto la gigantesca macchina eguale alla vita che della vita e dell'arte distrugge le scorie, ne scompone le molecole in altri meno giganteschi legami.
Oggi posso dipingere senza essere pittore e guadagnarci sopra senza rischiare il ridicolo.(Transavanguardia è mondanità del vertice terminologico volontà, svelato ai nostri tempi da Arturo Schopenauer.)
Posso far politica senza che m'avvampi di colpa il mostro dell'inutilità e del fallimento.
Posso crearmi e distruggermi senza essere mercante o santo.
Posso credere d'aver capito, e ho capito, senza aver capito.
Ancora una volta l'Universo del Tempo si riprende il suo segreto. Imminente, Prossimo, il futuro scompare
- è domenica e io chiedo al casellante di Tor Sapienza l'orario del treno per Termini. E' sera e uomini come sempre stati popolano la sala d'attesa e hanno l'ombra di luna ognuno per sé. Senzani, un capo rivoluzionario, abitava da queste parti fino a pochi giorni fa. Il terrorismo è stato finito. Stanotte i miei sogni appariranno e scompariranno come sempre è stato. Per sempre.
Domani i giornali porteranno in cronaca, pagina per eccellenza vespertina, tutto quello che il mondo non è e che arte non può. E il sole del giorno abbacinante splenderà dimentichi i caratteri tipografici.
Con il dubbio adesso che il mondo si stia ricreando e sopravviva, a questa micidiale ebollizione, proprio per essere quello che dice la cronaca e avere comunque e dovunque possibilità dell'arte. Perché soltanto a questa luce vera essa concede. Io uso il pensiero del mondo.



- vanità e verità.

non vi è certo nel mondo, e tanto meno nella vita di ognuno, un punto preciso in cui far convergere, se pure occasionalmente, linee e precipizi. L'Oscillazione di Tutte le Cose Fisiche provvede a una desertificazione del pensiero a cui la eco mitologica vanamente dovrebbe provvedere uno strumento di salvezza. ma la vita leggendaria delle Opere ha in questa propria universale chiarità, in questa vanità, il suo rispetto più tenace. un giovane quale io sono fornito di necessaria educazione moderna e provveduto di assoluta bellezza del corpo ristabilisce l'equilibrio mondano, rifa l'uomo e l'opera. Nel caso, io oggi ho pubblicato una mia Interpretazione Generale.
Questa sera stessa dovrò presentarmi ai Consiglieri d'Accademia perché mi si renda l'Elogio. già vedo negli occhi invitti dei Fanti il fatuo naufragio di inutili velieri.
Il mio scritto, lustrato nelle descrizioni e celebre ancor prima di comparire in volume per l'efferatezza della cesoia e la purezza della poesia, appare oggi l'unica opera di una cultura e di una civiltà che, scomparse per necessità, il dovere dell'Ombra! - avrebbero perduta e per sempre, sen
za una tale celebrazione della loro bellezza, l'ombra dei lari e il congedo del poeta. sarebbe vissuta, io so bene, nei secoli la millenaria attitudine alla scienza e il pensiero stesso di questo mondo avrebbe diffuso per osmosi o come luce di stella morta che approssima all'Eterno, del crivello e del velo, ma le gesta gli eroi la misura plastica delle cose non avrebbero resistito all'intemperie del moto, all'infaticabile negazione che il popolo di una nazione deve consentire per sopravvivere. alla miseria dell'eccellenza delle abitudini alla inquisizione della bocca aperta.
 



© 2005 Mauro Biuzzi